Anycubic Kobra X – Recensione

Negli ultimi due anni, Anycubic ha intrapreso un’evoluzione straordinaria nel mercato della stampa 3D consumer. Da brand solido, noto principalmente per l’ottimo rapporto qualità-prezzo delle sue macchine a resina, l’azienda ha saputo ascoltare la community, investendo massicciamente in ricerca e sviluppo nel segmento FDM.
Abbiamo seguito da vicino questo percorso, raccontandovi il successo della pionieristica Anycubic Kobra 3 e la successiva maturità raggiunta con la Anycubic Kobra 3 V2, due macchine che hanno spianato la strada all’automazione moderna insieme alla solida e accessibile Anycubic Kobra S1.
Oggi, Anycubic non rincorre più i trend, ma punta a dettarli. Il culmine di questa metamorfosi si chiama Anycubic Kobra X, un prodotto strategico che si preannuncia come la definitiva consacrazione del marchio nel panorama FDM desktop.
Con un prezzo di listino estremamente competitivo di 299€ sul sito ufficiale e di 329€ su Amazon sfruttando un coupon, la Kobra X eredita il DNA delle sorelle minori per sdoganare la stampa multicolore ultraveloce, l’intelligenza artificiale e la gestione multi-materiale avanzata, rendendole alla portata di tutti.
Indice dei contenuti
Anycubic Kobra X – Recensione
Unboxing & Prima installazione

La confezione della Anycubic Kobra X è ricca e ben organizzata, pensata per proteggere ogni singolo componente.
Sul fronte dell’esperienza utente c’è una nota da fare: sebbene siano presenti le istruzioni digitali in PDF per l’assemblaggio e i primi passi, a differenza di altre stampanti Anycubic non è ancora disponibile un video guida sul sito ufficiale, un supporto visivo che avrei decisamente apprezzato.
In ogni caso, seguendo il manuale sono riuscito a completare agilmente tutti gli step dell’installazione. Il processo non ha richiesto molto tempo, ma è fondamentale prestare la massima attenzione poiché i passaggi sono molteplici e richiedono precisione.
| Componente | Quantità |
|---|---|
| 1. Telaio verticale (Gantry) / 2. Base della stampante | 1 pz / 1 pz |
| 3. Cavo di alimentazione / 7. Viti di montaggio (M5*30) | 1 pz / 8 pz |
| 4. Perni portabobina / 5. Supporti portabobina | 4 pz / 2 pz |
| 6. Sistema pulizia ugello (Purge Wiper) e vite / 8. Clip fermacavo | 1 pz / 1 pz |
| 9. Tubi guidafilo in Teflon / 10. Campioni di filamento | 4 pz / Inclusi |
| 11. Grasso lubrificante / 12. Ago pulizia ugello / 17. Pennellino | Inclusi / 1 pz |
| 13. Chiavi a brugola e Magnete / 18. Manuale utente | 1 set / 1 pz |
| 14. Coperture estetiche / 15. Copertura cavi | 2 pz / 1 pz |
| 16. Piatto di stampa magnetico | 1 pz |
Tramite il display touch ho associato ogni slot inserendo manualmente il colore e il tipo di filamento. Terminata la struttura, sono passato al caricamento dei filamenti: ho aggiunto le bobine alla stazione collocata in cima alla stampante, inserendole nei rispettivi tubi guida in teflon.

La configurazione software è stata altrettanto fluida (avvenuta tramite dispositivo iOS). Avrei preferito tuttavia che la connessione al WiFi avvenisse con il dispositivo mobile come tramite, per risparmiare la digitazione della password che, sebbene favorita dal display touchscreen, sarebbe stata più semplice da inserire nello smartphone. Successivamente ho connesso la stampante all’account effettuando l’associazione (fondamentale per il controllo remoto da tutti i dispositivi).
Infine, una volta completata l’accensione, la stampante ha eseguito in totale autonomia le sue calibrazioni, pronta a lavorare. Al termine ho eseguito l’aggiornamento del firmware (tramite applicazione su iOS, ma può essere fatto anche da display).
Specifiche tecniche
La Anycubic Kobra X si presenta sul mercato con una scheda tecnica di tutto rispetto, pensata per sfidare i top di gamma del settore mantenendo un prezzo accessibile.
Di seguito abbiamo raccolto in una tabella i dati e le caratteristiche più importanti della macchina:
| Specifica | |
|---|---|
| Volume di Stampa | 260 × 260 × 260 mm³ |
| Velocità Massima (Consigliata) | 600 mm/s (300 mm/s) |
| Accelerazione Massima | 20.000 mm/s² (10.000 mm/s² consigliata) |
| Gestione Colore | Nativa a 4 colori (espandibile fino a 19 con ACE 2 Pro) |
| Gruppo Estrusore | Direct Drive con ugello in acciaio temprato (Max 300°C) |
| Piano di Stampa | Acciaio per molle PEI (Max 100°C) |
| Sistema di Livellamento | LeviQ 3.0 automatico con gestione Z-Offset |
| Sistema Operativo e Controllo | Kobra OS | Touchscreen 3,5″ | App & Cloud |
Analizzando le specifiche, spicca immediatamente il generoso volume di stampa da 260 × 260 × 260 mm³, leggermente superiore alla media della categoria, che offre un ottimo compromesso tra ingombro sul tavolo (pari a 455,4 x 445,3 x 461,3 mm) e spazio creativo.
La cinematica si affida a una struttura gantry robusta: l’asse X scorre su una precisa guida lineare, l’asse Y utilizza doppie barre lineari, mentre l’asse Z è guidato da un motore singolo combinato con una doppia barra di movimento. Questa configurazione permette di raggiungere la sbalorditiva velocità di 600 mm/s con accelerazioni fino a 20.000 mm/s².
Il cuore tecnologico risiede però nel Kobra OS, che orchestra una serie di funzioni smart d’alto livello. La stampante è dotata di una telecamera HD a 720P nativa che abilita il rilevamento AI degli “spaghetti”, monitorando in tempo reale i fallimenti. Non mancano i sistemi di sicurezza avanzati come il sensore di fine filamento, il rilevamento dell’intreccio della bobina, il recupero della stampa dopo un blackout e la funzione “Salto Oggetto”, che permette di escludere un modello fallito dal piatto senza interrompere gli altri.
Il comparto estrusione Direct Drive lavora fino a 300°C grazie all’ugello in acciaio temprato da 0,4 mm (sostituibile con varianti da 0,25 a 0,8 mm), perfetto per gestire filamenti complessi come PLA-CF, PETG-CF e ASA, oltre ai classici PLA, PETG, TPU e PVA.
Infine, oltre al comodo touchscreen capacitivo da 3,5 pollici con supporto multilingue (italiano incluso), la macchina si distingue per un’estrema silenziosità operativa, mantenendosi sotto i 48 dB, e per un peso complessivo di circa 9,5 kg, che salgono a 13,2 kg per il pacco di confezionamento.
Anycubic Kobra X • Prove di stampa
Stampe in PLA

Per mettere alla prova la Anycubic Kobra X sul campo, ho avviato una sessione di test intensiva utilizzando il filamento PLA, affidandomi ai profili preimpostati nel software proprietario di Anycubic ma toccando alcune impostazioni come il numero di walls, il tipo e la percentuale di riempimento e altri dettagli.
La suite di test ha spaziato da oggetti puramente estetici e funzionali, come i banali accessori per i pannelli forati IKEA Skådis, fino a componenti decisamente più complessi e strutturali, tra cui alcuni raccordi idraulici.

I risultati complessivi si sono attestati su livelli eccellenti. Nella stragrande maggioranza dei casi la qualità si è rivelata altissima, priva di imperfezioni degne di nota se non per qualche lievissima e trascurabile incertezza superficiale su geometrie estreme.
La vera sorpresa è arrivata dai raccordi idraulici: la stampante è riuscita a riprodurre una filettatura millimetrica, pulita e priva di bave, dimostrando una precisione meccanica impeccabile che spesso manca anche a macchine di fascia superiore. L’ecosistema software e hardware si è dimostrato solido e maturo, capace di restituire stampe pronte all’uso e strutturalmente affidabili senza la necessità di perdere ore nel tweaking manuale dei parametri di slicing.



Benchmark 3DBenchy
Il test della celebre “3DBenchy” rappresenta il vero banco di prova per misurare la gestione delle accelerazioni e del raffreddamento. Il primo tentativo, avviato per completare il modello nel tempo record di appena 14 minuti, è purtroppo fallito a causa di un improvviso slittamento del layer (layer shift), che mi ha costretto a interrompere il processo.
Senza scoraggiarmi, ho ripetuto il test una seconda volta, sempre tramite il profilo di default integrato nella memoria della macchina, escludendo lo slicing da computer. In questo secondo tentativo, la Kobra X ha compiuto la piccola magia: in soli 14 minuti, un’inezia temporale per la tecnologia FDM, ha sfornato una barchetta impeccabile.
Nonostante lo stress cinetico dovuto all’incredibile velocità, la definizione dei dettagli e la coesione dei layer sono risultate impressionanti. Non si riscontrano sbavature, filamenti di stringing o difetti strutturali evidenti.



Ottenere una simile pulizia estetica a queste velocità dimostra quanto Anycubic abbia lavorato bene sull’algoritmo di compensazione delle vibrazioni e sulla fluidodinamica dell’estrusore.
Software
Anycubic Slicer Next

Il software proprietario Anycubic Slicer Next si conferma ancora una volta una garanzia, rispettando a pieno le aspettative. L’interfaccia utente è pulita, moderna e strutturata per essere accessibile ai neofiti, ma basta abilitare le impostazioni avanzate per sbloccare un quantitativo di parametri davvero estremo, ideale per i maker più esigenti.
Il flusso di lavoro è immediato: si crea il progetto, si seleziona la stampante, il tipo di piatto montato e la tipologia di filamento. Da qui si può scegliere tra diversi template preimpostati, come lo 0.12 High Quality, che applica un’altezza del layer da 0,12 mm per una definizione eccellente.
Le schede dedicate alla struttura (Strength), alla velocità (Speed), ai supporti (Support) e ai materiali (Material) consentono di regolare con precisione fattori cruciali come la densità di riempimento (infill), il numero di perimetri esterni (wall) e le accelerazioni.
Una volta cliccato su Slice Plate, la schermata di Preview mostra un riepilogo dettagliato con i tempi di stampa stimati, il peso del filamento che verrà utilizzato e la quantità di materiale di scarto (purge waste). Molto utile la barra laterale destra, che permette di sezionare il modello layer dopo layer: in questo modo si può studiare l’interno dell’oggetto per valutare se la struttura è adatta o se sia necessario modificare il riempimento prima di lanciare il file.
Il vero valore aggiunto è però l’integrazione con la rete. Essendo la Kobra X dotata di connettività Wi-Fi, ho eseguito tutti i miei test senza mai toccare una chiavetta USB. Una volta collegati stampante e software allo stesso account Anycubic, l’invio dei file avviene interamente da remoto.
Il sistema cloud è così efficiente che permette di monitorare e lanciare i processi di stampa anche se ci si trova fuori casa: mi è capitato più volte di avviare un file mentre ero al lavoro, trovando il pezzo pronto al mio rientro. L’esperienza complessiva con l’ecosistema software è quindi assolutamente positiva e promossa a pieni voti.

Per i più impazienti è presente anche la possibilità di monitorare da remoto la stampa tramite la telecamera e il flash integrato per illuminare il piatto.
Inoltre, nella sezione Workbench è possibile monitorare molteplici aspetti della stampante. I nostri test sul software sono stati condotti sia su Windows che MacOS, senza alcuna differenza in termini di performance e usabilità.
Applicazione mobile Anycubic

In egual misura ho trovato l’applicazione mobile per iOS ben fatta e, per certi versi, persino simpatica. All’apertura l’interfaccia accoglie l’utente mostrando subito una serie di modelli suggeriti e realizzati dalla community, insieme alla stampante collegata all’account.
Se c’è un processo attivo, la schermata principale offre un comodo recap con informazioni generiche: percentuale di progresso, tempo rimanente e temperature operative di ugello e piatto riscaldato.
Entrando nella sessione di stampa dettagliata, l’app esprime il suo massimo potenziale. Esattamente come sul software desktop, è possibile attivare la telecamera integrata in tempo reale e accendere la luce LED della Kobra X per controllare lo stato del layer anche al buio. Al termine di ogni lavoro, l’applicazione genera un resoconto preciso con l’orario di inizio, di fine e i dati sul filamento consumato.
Il vero tocco smart risiede però nella gestione dei file: è possibile scaricare un file STL direttamente sul telefono, aprirlo nell’applicazione, impostare i parametri base e mandarlo in stampa da remoto. Si tratta di una soluzione incredibilmente comoda per avviare al volo un progetto o per monitorare la macchina ovunque ci si trovi.



Nonostante qualche lieve pecca di giovinezza che la rende migliorabile, l’applicazione si è dimostrata un’ottima alleata. È chiaro che, se cercate la massima precisione geometrica e dovete gestire stampe complesse di alta qualità, il passaggio tramite il software desktop resta la scelta caldamente consigliata; per tutto il resto, l’esperienza mobile è promossa.
Anycubic Kobra X – Verdetto
La Anycubic Kobra X si attesta senza ombra di dubbio come una delle stampanti 3D FDM più competitive e rivoluzionarie oggi disponibili sul mercato.
Anycubic è riuscita a scardinare le regole del settore, portando in una fascia di prezzo storicamente accessibile tecnologie premium che fino a ieri erano riservate a macchine molto più costose. Parliamo di una gestione multi-materiale nativa avanzata, di una drastica ottimizzazione dei consumi di filamento nei cambi colore e di una velocità d’esecuzione impressionante, il tutto supportato da una resa estetica e meccanica delle stampe di altissima qualità.
Certo, non è una macchina perfetta e mostra il fianco a qualche piccolo peccato di giovinezza sul fronte hardware e software. Tra i punti deboli troviamo il display touch da 3,5 pollici che, essendo fisso sulla scocca, non può essere inclinato o orientato per migliorare la visibilità.
Inoltre, il posizionamento della telecamera integrata non è perfettamente centrato rispetto al piatto di stampa, costringendo a un’inquadratura leggermente decentrata. Infine, i video in timelapse vengono salvati esclusivamente nella memoria locale della macchina, impedendone la visualizzazione o l’esportazione diretta tramite cloud, una feature che avrebbe reso l’esperienza ancora più fluida.
Si tratta, tuttavia, di piccolezze se rapportate a ciò che la stampante offre complessivamente. A fronte di questi dettagli da limare, la Kobra X mette sul piatto un eccellente software desktop, un’ottima applicazione mobile e una suite di funzionalità smart irrinunciabili. Con questo modello, Anycubic lancia una sfida diretta ai prodotti della concorrenza, in particolare all’ecosistema Bambu Lab.
Per quanto mi riguarda, a 299€ sul sito ufficiale si tratta di un assoluto Best Buy. Se oggi dovessi consigliare una stampante a filamento intorno ai 300€ a un utente principiante o a un maker di livello intermedio, la mia scelta ricadrebbe a occhi chiusi sulla Anycubic Kobra X.







