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Anycubic S1 Max Combo – Recensione

Anycubic S1 Max Combo - Recensione

Sulla scia della recente recensione dedicata alla Kobra X, il focus si sposta oggi sul nuovo top di gamma del brand. Con la Kobra S1 Max Combo, Anycubic punta a conquistare la fascia dei creatori professionisti e dei maker esigenti, posizionando sul mercato una macchina che unisce grande formato e stampa multicolore. L’obiettivo dichiarato dal produttore è offrire una stazione CoreXY completamente chiusa, capace di stampare oggetti complessi in un unico pezzo e di gestire filamenti tecnici senza difficoltà.

Le caratteristiche mainstream che definiscono il suo posizionamento includono un volume di stampa molto ampio, il sistema di gestione del filamento ACE 2 Pro per stampare fino a 16 colori e una camera riscaldata attiva a 65 gradi centigradi. Con un prezzo di listino fissato a 1.099,00 euro, spesso proposto in offerta a 799,00 euro sul sito ufficiale, l’azienda lancia un prodotto per addentrarsi nella fascia dei sistemi industriali accessibili.

Anycubic S1 Max Combo – Recensione

Unboxing & Prima installazione

Anycubic S1 Max Combo unboxing

L’impatto con la confezione mette subito in chiaro le cose: la scatola è imponente e decisamente pesante, ma questo volume nasconde un grande vantaggio pratico. Anycubic ha infatti scelto di spedire la stampante quasi del tuttoassemblata, una decisione che riduce al minimo gli sforzi successivi e azzera la necessità di affrontare complessi montaggi meccanici.

Sorprendentemente, l’intero processo di disimballaggio è risultato persino più fluido e rapido rispetto a quello della recente Kobra X. L’operazione richiede soltanto un minimo di attenzione nell’estrarre il sistema multifilamento ACE 2 Pro, strategicamente alloggiato all’interno della camera di stampa per ottimizzare gli spazi, e nella rimozione di alcune fascette posizionate per bloccare i meccanismi cinematici durante il trasporto.

Una volta posizionata sul tavolo, anche la fase di primo avvio si dimostra immediata e priva di intoppi. La stampante guida l’utente attraverso una configurazione iniziale intuitiva, che si completa rapidamente sfruttando la connessione Wi-Fi dual band e il collegamento diretto all’applicazione mobile proprietaria. Ogni singolo passaggio, dal caricamento del filamento alla calibrazione, viene illustrato con chiarezza all’interno del manuale d’istruzioni fornito dal brand, rendendo l’intera esperienza d’uso accessibile sin dai primi minuti.

Anycubic S1 Max Combo pannello superiore

Il volume del prodotto è elevato, tutte le facciate sono chiuse in maniera ermetica in modo da garantire un mantenimento della temperatura interna. Oltre al pannello frontale in vetro temperato, facilmente visibile in foto, ne è presente uno nella sezione superiore, che ci permette non solo di vedere la stampa in corso da un prospettiva diversa ma, eventualmente, intervenire dall’alto se dovesse risultare necessario.

Specifiche tecniche

Sul piano puramente tecnico, la Anycubic Kobra S1 Max Combo mette in mostra un arsenale di specifiche destinate a fare la differenza sul campo. Il volume di stampa di 350x350x350 mm cubi, abbinato alla struttura CoreXY interamente in metallo e al livellamento automatico LeviQ 3.0 su 49 punti, rappresenta la base di un hardware pensato per la produttività.

Le prestazioni velocistiche dichiarate vedono una velocità massima di 600 millimetri al secondo, con una calibrazione dinamica del flusso gestita dal Kobra OS e un accelerometro integrato per la compensazione attiva delle vibrazioni. Sul fronte termico, spiccano l‘estrusore ad alta temperatura da 350 gradi con ugello in acciaio temprato e il piano riscaldato PEI da 120 gradi.

Guardando oltre i dati della tabella, emergono dettagli costruttivi e funzionali altrettanto cruciali. Il sistema cinematico si affida a robuste barre lineari rinforzate da 10 millimetri sull’asse Z, supportate da viti di comando e guide triple, mentre l’asse Y adotta doppie cinghie di trasmissione simmetriche. Per la gestione dei filamenti tecnici, la macchina introduce una camera riscaldata attiva da 65 gradi e un sistema di raffreddamento a doppia ventola a circolazione esterna per evitare intasamenti.

Il cuore dell’automazione è però affidato all’AI, che monitora la stampa in tempo reale tramite una videocamera HD a 720p di risoluzione. Questa tecnologia abilita funzioni avanzate come il rilevamento degli spaghetti, il riconoscimento di oggetti estranei sul piatto e il salto dell’oggetto per escludere parti difettose. Non mancano poi i sensori per il rilevamento dell’intreccio del filamento e la ripresa automatica dopo l’interruzione di corrente.

Infine, la connettività è all’avanguardia grazie al supporto per Wi-Fi 6 Dual Band e porta Ethernet.

Specifica
Volume di Stampa350 × 350 × 350 mm³
Velocità Massima (Consigliata)600 mm/s (300 mm/s)
Accelerazione MassimaMassimo 20.000 mm/s² (Consigliato 10.000 mm/s²)
Gestione ColoreMassima a 16 colori (Inizia con ACE 2 Pro a 4 colori)
Gruppo EstrusoreEstrusione a breve distanza, ingranaggi in acciaio temprato, ugello standard 0,4 mm (Max 350°C)
Piano di StampaPiastra di stampa in acciaio per molle PEI (Max 120°C)
Sistema di LivellamentoLeviQ 3.0 con livellamento automatico su 49 punti di misurazione
Sistema Operativo e ControlloKobra OS | Touchscreen capacitivo da 4,3 pollici | App Anycubic, software di slicing, disco U, stampante

Prove di stampa

Il banco di prova decisivo per testare sul campo l’efficacia del raffreddamento e la stabilità della struttura CoreXY è stato il classico test della 3DBenchy. A differenza di quanto accade spesso con andature così serrate, il primo tentativo ha centrato l’obiettivo in modo impeccabile, sfornando la barchetta in circa 15 minuti e confermando sul cronometro quanto promesso dal produttore. Il modello è uscito dal piatto con una definizione eccellente, mostrando superfici pulite, passaggi precisi e una coesione dei layer sorprendente se si considera lo stress cinetico impresso alla macchina.

Le sessioni di test sono poi proseguite spostando l’asticella su volumi ben più impegnativi. Utilizzando il filamento PLA, sono stati realizzati oggetti di dimensioni generose, affrontando in diversi casi sessioni di lavoro dalla durata temporale molto estesa. Anche sotto la pressione di stampe prolungate per ore, l’hardware ha dimostrato una costanza operativa invidiabile, completando i progetti senza mostrare la minima incertezza, difetti strutturali o errori di estrusione. Il risultato finale ha mantenuto in ogni circostanza uno standard qualitativo eccellente, a testimonianza di una cinematica solida e ben calibrata.

Software

Anycubic Slicer Next

Anycubic Slicer Next

Sul fronte della gestione digitale, l’azienda affida l’intero flusso di lavoro ad Anycubic Slicer Next, un programma che riesce a bilanciare la facilità d’uso immediata con una profondità di personalizzazione notevole. La schermata principale si presenta pulita e intuitiva, ottima per chi muove i primi passi, ma nasconde un pannello avanzato ricco di opzioni per i maker che desiderano il controllo totale sui dettagli strutturali, sulle velocità operative, sui supporti e sulle risposte termiche dei materiali.

Il percorso che va dall’importazione del file tridimensionale alla preparazione del piano è lineare: basta impostare la macchina e il filamento in uso, potendo contare anche su profili preconfigurati ad alta risoluzione per ottenere superfici estremamente definite.

La fase successiva all’elaborazione del modello offre un resoconto preciso e dettagliato, che quantifica i minuti necessari al completamento, i grammi di materiale richiesti e i residui generati durante i cambi di colore. Attraverso lo strumento di analisi dei singoli strati, l’utente può esaminare la stabilità interna dell’oggetto e correggere i parametri strutturali prima di dare l’avvio definitivo.

Il vero pilastro dell’esperienza utente è rappresentato dalla completa transizione verso il lavoro da remoto. Grazie alla tripla connettività di rete della macchina, l’utilizzo di supporti fisici come le chiavette USB diventa un ricordo del passato. Una volta sincronizzato il software con il profilo Anycubic, l’invio dei dati avviene istantaneamente via rete locale o tramite una piattaforma cloud proprietaria estremamente solida.

Questa infrastruttura permette di gestire le code di stampa, avviare i progetti a distanza o controllare l’avanzamento dei lavori in tempo reale tramite l’applicazione mobile, anche quando ci si trova lontani dal laboratorio. Il monitoraggio visivo è assicurato dalla telecamera integrata con sistema di illuminazione del piatto, mentre la sezione di controllo centralizzata consente di supervisionare lo stato complessivo dell’hardware.

La piena compatibilità multipiattaforma garantisce infine le medesime prestazioni sia per gli utenti Windows sia per quelli MacOS.

Applicazione mobile Anycubic

A completare l’ecosistema digitale interviene l’applicazione mobile per dispositivi iOS e Android, uno strumento che si rivela ben strutturato e decisamente funzionale nell’uso quotidiano. Al primo accesso, la schermata principale mette in risalto sia lo stato della stampante associata al proprio profilo sia una vetrina di progetti condivisi dalla community di appassionati.

Quando la macchina è in funzione, l’interfaccia si trasforma in un cruscotto di controllo che mostra a colpo d’occhio l’avanzamento percentuale, i minuti mancanti alla conclusione e le temperature in tempo reale di estrusore e piano riscaldato. Entrando nel pannello di gestione approfondita, l’applicazione mette a disposizione tutti gli strumenti necessari per la supervisione remota: da qui si può attivare il flusso video della telecamera e accendere l’illuminazione integrata per verificare la qualità dei primi strati anche in condizioni di scarsa luminosità.

Al termine della sessione, il sistema archivia un riepilogo completo con le tempistiche esatte e i consumi di materiale.

La caratteristica più versatile risiede nella possibilità di importare i file STL direttamente dallo smartphone, configurare le opzioni principali e lanciare la stampa senza dover accendere il computer. Sebbene mostri ancora piccoli margini di affinamento tipici dei software giovani, l’applicazione si conferma un’ottima risorsa per la gestione rapida e il monitoraggio continuo.

Resta inteso che, per i progetti complessi che richiedono finiture geometriche impeccabili e un controllo minuzioso dei parametri, il passaggio attraverso il software desktop rimane la strada preferibile, ma l’esperienza complessiva da mobile ne esce ampiamente promossa.

Anycubic S1 Max Combo: Verdetto

L’Anycubic S1 Max Combo si posiziona come una delle soluzioni più interessanti e complete per i maker e i professionisti che cercano una stazione di stampa affidabile, capiente e orientata al futuro. Il prezzo competitivo, specialmente in offerta sul sito ufficiale, la rende un investimento intelligente per fare il salto di qualità verso la produzione di livello industriale entry level.

I punti di forza che promuovono a pieni voti questa macchina spaziano dall’ottimo hardware a un ecosistema software maturo. La struttura CoreXY in metallo, la camera riscaldata attiva a 65°C e il generoso volume da 350 mm cubi offrono una stabilità straordinaria, permettendo di digerire senza sforzo sia i filamenti classici sia quelli tecnici. A questo si aggiunge la versatilità del sistema multifilamento ACE 2 Pro, una vera svolta per esplorare la stampa multicolore.

L’esperienza d’uso convince sotto ogni aspetto: l’unboxing è rapidissimo grazie al corpo pre-assemblato, mentre le calibrazioni automatiche LeviQ 3.0 azzerano i tipici grattacapi del grande formato. Sul campo la macchina si è dimostrata un fulmine, stampando una 3DBenchy quasi impeccabile in soli 15 minuti e portando a termine sessioni molto lunghe e voluminose con una costanza e una pulizia dei dettagli encomiabili. Il tutto viene supervisionato dall’intelligenza artificiale e dalla telecamera integrata, che riducono al minimo i margini di errore.

A chiudere il cerchio ci pensa il comparto digitale: l’accoppiata tra il potente Anycubic Slicer Next e l’applicazione mobile crea un flusso di lavoro wireless e cloud totalmente integrato. La libertà di gestire i progetti e lanciare stampe direttamente dallo smartphone trasforma radicalmente l’interazione con la macchina. Se cercate una stampante 3D robusta, veloce, intelligente e capace di gestire volumi importanti in multicolor, la Anycubic S1 Max Combo è la scelta da battere nel suo segmento.

Luca Storia

Luca Storia è un professionista a tutto tondo, Co-Founder di MiglioriPc.it, al quale si dedica a tempo pieno da ormai diversi anni.Oltre a dirigere il programma editoriale dell'intera redazione è anche abile nelle pubbliche relazioni ed è uno specialista della Search Engine Optimization (SEO).Si destreggia anche magistralmente nella creazione di contenuti grazie alle sua preparazione in fotografia, grafica tradizionale o vettoriale e video-making.

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