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Recensione Returnal per PC: Sony fa di nuovo centro!

Returnal Recensione PC
Sony fa di nuovo centro!
Returnal arriva su PC in condizioni non perfette da un punto di vista tecnico, ma con un gameplay e una pulizia formale che lo rendono sostanzialmente imperdibile. È un gioco difficile, forse un po’ troppo; ed è forse un po’ troppo lungo; ma è sicuramente entusiasmante e divertente, architettato con intelligenza da un team di sviluppo in gran forma. Se amate i roguelike e le sfide punitive e non avete una PS5, la versione PC di Returnal si merita un posto nella vostra collezione.
Trama e narrativa
7.5
Gameplay
8
Comparto estetico
8
Comparto tecnico
8
Comparto audio
8.5
PRO
Ottime intuizioni narrative
Comparto tecnico accattivante
CONTRO
Porting non impeccabile
8

Probabilmente a molti, il nome Housemarque dirà poco e nulla. Questo studio finlandese, fino al 2021 è stato autore di ottimi shooter come Resogun, Alienation e Nex Machina, che purtroppo non hanno fatto particolarmente breccia nella comunità videoludica, al punto tale da far annunciare al team l’abbandono di quel genere videoludico

Fino al 2021, anno in cui, inaspettatamente, Housemarque vede materializzarsi la più classica delle sliding doors: la chiamata di Sony, che affida loro le risorse per lo sviluppo di Returnal, la nuova esclusiva PS5, uno spettacolare e impegnativo sparatutto roguelike, che ad oggi si pone come una delle IP più interessanti del settore.

L’ottimo lavoro svolto ha permesso ai ragazzi del team finlandese di meritarsi poi l’ingresso nei PlayStation Studios.

Ora, con l’aiuto di Climax Studios per il porting, Returnal approda trionfante sui PC di tutto il mondo e decide di concedersi dunque anche alla platea dei PC Gamer!

Già, perché la frenesia delle fasi di combattimento richiedono di essere sempre vigili al posizionamento del giocatore così come il puntamento, veloce, letale e sempre pronto a tenere traccia dei punti deboli della fauna locale che sarà tutto fuorché accogliente nei nostri confronti.

Returnal Recensione PC

Returnal • Sony fa di nuovo centro!

Come da tradizione per i titoli PlayStation su PC, è possibile collegare il DualSense, tanto che viene fortemente consigliato in apertura del gioco.

Questo è dovuto al fatto che ad oggi Returnal è probabilmente secondo ad Astro’s Playroom (titolo presente in ogni PlayStation 5) per uso di effetti aptici e trigger adattativi. L’esperienza è dunque molto coinvolgente se deciderete di affidarvi al DualSense di PlayStation 5, sebbene, contrariamente a quanto faccio di solito con questi porting su PC, ho deciso di giocare per il 99% con mouse e tastiera.

Il motivo è presto svelato: giocare a Returnal con mouse e tastiera è un’esperienza galvanizzante. Per il quantitativo di nemici a schermo che il gioco proporrà dopo le prime battute e per il continuo girovagare per le stanze affinché potessi evitare di venire colpito anche solo una volta e perdere l’indicatore di adrenalina al massimo.

Returnal • Trama e narrativa

Returnal • Trama e narrativa

La storia di Returnal ci accoglie immediatamente con uno schianto della navicella della protagonista, Selene, un’esploratrice spaziale della ASTRA Corporation, che la catapulterà nel pianeta alieno di Atropos dalla vegetazione pluviale e rovine monolitiche. L’obiettivo di Selene su Atropos è indagare sul segnale della “Pallida Ombra”.

Dopo pochi minuti di confusa esplorazione, Selene scoprirà di essere bloccata in un loop temporale. Il loop temporale e la possibilità di vedere i corpi di sé stessa di altre linee temporali diventano un ottimo escamotage narrativo per la discesa di Selene nella follia, supportata dai suoi stessi audio diari sparsi per il mondo recitati molto bene.

Capendo quanto di folle ci sia su Atropos, Selene fa del suo obiettivo raggiungere la pallida ombra per poter contattare ASTRA e venir estratta dal pianeta (poco) sana e salva.

Il comparto narrativo di Returnal, misterioso e suggestivo, per certi versi emergente, rivela nuovi dettagli sulla protagonista e la sua epopea man mano che riusciamo a spingerci più avanti nella campagna, raccontandoli attraverso file audio lasciati dalla stessa Selene in un precedente tentativo andato male (un tema ricorrente nel titolo Housemarque) oppure nell’ambito di sequenze oniriche che somigliano molto a delle allucinazioni.

Risvegliarsi da quest’incubo sembra tuttavia impossibile: che la protagonista tenga gli occhi aperti o meno, attorno a lei il pianeta muta e si evolve, scombinando gli assetti delle sue differenti ambientazioni nel tentativo di coglierci di sorpresa ma concedendoci anche il tempo di osservare questo strano mondo, le sue terribili insidie e l’atmosfera tesa e pesante che ci accompagna a ogni passo.

Returnal • Gameplay

Dal punto di vista del gameplay, Returnal presenta la sua visione di ibrido tra uno sparattutto in terza persona e un roguelike, con elementi che ricordano l’esplorazione in un metroidvania.

Il gioco è diviso in biomi, ciascuno ha dei nemici caratteristici e delle “stanze” caratteristiche che però cambiano ordine e disposizione a ciascun ciclo (cioè ciascuna run). Ci sono diversi tipi di stanze, ma a grosso modo si dividono in secondarie, che portano a tesori o zone aggiuntive e facoltative, e primarie, che invece proseguono verso la fine del bioma stesso.

La varietà delle stanze è sufficiente a permettere layout differenti, ma non è abbastanza per dare realmente l’idea che si sta affrontando un ciclo completamente nuovo, infatti questo elemento di proceduralità nella conformazione dei biomi diventerà completamente secondario e quasi ci dimenticheremo della sua presenza.

Il sistema di movimento è soddisfacente e fluido; ogni nemico nel gioco sparerà dei proiettili, di forme differenti, che viaggeranno verso Selene, la quale dovrà schivarli armata di salto, scatto e corsa, il tutto mentre risponde al fuoco.

Lo shooting è soddisfacente, ogni arma ha il suo peso e la sua unicità, anche se alcune delle armi sono quasi inutilizzabili poiché estremamente scomode, specialmente contro target multipli. La parte più interessante dello shooting sono gli upgrade alle armi e il sistema di competenza. Infatti ogni arma avrà: tre tratti caratteristici, di cui uno sarà sempre il “Danno Bonus”, degli upgrade che aggiungeranno modificatori al fuoco primario dell’arma e una modalità di fuoco secondario, che potrà essere uno sciame assassino, una granata, dei missili ecc.

Man mano che Selene ucciderà alieni il suo livello di competenza con le armi aumenterà. Il livello di competenza indica il livello delle armi trovate, e il livello delle armi trovate determina il punteggio dei tratti caratteristici dell’arma e gli upgrade.

Queste possibili combinazioni di armi risultano interessanti e divertenti da sperimentare di ciclo in ciclo ed sarà facile scoprire la combinazione preferita. La struttura di Returnal attinge in maniera convinta al filone dei roguelike, pur presentando determinati elementi che è possibile conservare fra un tentativo e l’altro, e che dunque portano il gioco di Housemarque più precisamente nell’orbita delle produzioni roguelite: un aspetto fondamentale per donare alla progressione un senso compiuto e trarne la giusta soddisfazione.

Ogni volta che si muore bisogna ricominciare da capo, è vero, ma specifiche abilità, potenziamenti e oggetti restano a nostra disposizione, oltre alla possibilità di utilizzare il teletrasporto per raggiungere rapidamente le zone che abbiamo già esplorato, senza dunque il bisogno di abbattere nuovamente gli ostici boss che inizialmente ne bloccavano l’accesso.

Returnal • Comparto estetico

Returnal • Comparto estetico

Sul piano estetico Returnal segna un evidentissimo cambio di passo per Housemarque che, come detto, si è trovata ad avere a che fare per la prima volta con un progetto di ampio respiro e non ha mancato il bersaglio, per restare in tema. Le atmosfere legate alle diverse ambientazioni, i chiari rimandi all’orrore cosmico di matrice lovecraftiana e il design tanto degli scenari quanto dei nemici risultano estremamente convincenti, così come l’impianto sonoro avvolgente dell’esperienza, che su PC supporta la tecnologia Dolby Atmos.

Returnal • Comparto tecnico

Purtroppo lato ottimizzazione Returnal è l’ennesimo porting buono ma non impeccabile. Di preciso il mio più grosso problema, che mi ha impedito di fare dei test che avessero senso, è che alcuni settaggi a Medio o Max erano meno ottimizzati delle proprie controparti a Ultra e biomi dove erano presenti 60+ FPS erano poi seguiti da singole stanze in cui gli FPS scendevano nell’ordine dei 20. Insomma framerate un po’ troppo ballerino.

Il benchmark ufficiale nel gioco, seppur molto interessante e pieno di dati è praticamente inutile. Le performance che risulteranno nel benchmark saranno molto più rosee di quelle incontrate nel gioco reale.

A salvare la vita arriva il DLSS, che risulta di poco più ottimizzato dell’AMD FSR e del NVIDIA NIS, con quest’ultimo che però soffre ancora di problemi di nitidezza in alcuni punti del gioco. Tutto sommato la grafica di Returnal fa il suo lavoro, peccato per la sua ottimizzazione fallace.

Returnal • Comparto sonoro

Le atmosfere legate alle diverse ambientazioni, i chiari rimandi all’orrore cosmico di matrice lovecraftiana e il design tanto degli scenari quanto dei nemici risultano estremamente convincenti, così come l’impianto sonoro avvolgente dell’esperienza, che su PC supporta la tecnologia Dolby Atmos.

Returnal • Verdetto

Returnal non è il capolavoro che mi sarei aspettato ma, a parte questo, c’è poco da dire. Housemarque ha davvero creato un ottimo gioco, con un gameplay a tratti infame ma sempre pulitissimo, divertente, adrenalinico, e l’ha corredato con ambientazioni, musica, effetti sonori e visivi di alto livello. Bello davvero, anche se a tratti un po’ frustrante.

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