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Stray • La recensione completa!

Luglio del 2022 si presenta con un gioco unico nel suo genere e che, in brevissimo tempo, è riuscito ad approdare nelle console di molti videogiocatori. Stray o, per meglio dire, il gatto randagio tigrato è riuscito a divenire l’icona di un’opera che, oramai, è la protagonista di questa estate 2022.

Noi di Migliori PC, amanti dei gatti, non potevamo tirarci indietro e abbiamo deciso di provarlo, divorarlo, concluderlo e amarlo ed infine portarvelo, in una recensione che vi farà pregustare questa perla.

Stray-Recensione

Abbiamo testato questo gioco su console Sony, trattandosi di una delle più interessanti esclusive PS4 degli ultimi anni! Il gioco è disponibile anche per Windows, ma chiaramente non per Xbox.

Stray • Recensione

L’opera di BlueTwelve Studio è riuscita a far leva su uno degli animali domestici preferiti di sempre: un gatto.

Quello che in un primo momento potrebbe sembrare un semplice dolce “simulatore felino“, in realtà si spinge ben oltre, estendendosi in un viaggio scandito da elementi piacevoli ed immersivi e da una componente malinconica. Ed è proprio questo contrasto, presente in tutta la storia di Stray, a rendere unici narrativa e gameplay che tengono incollati allo schermo per tutte le sue 6 ore.

Trama e narrativa

Stray è un gioco d’avventura che si basa, proprio, su una trama semplice ma ben studiata, con alcuni elementi Cyberpunk, colpi di scena, fughe, rompicapo ed esplorazione.

Stray-Trama e narrativa

Un giorno, il bel micio dal pelo arancione che viveva tranquillo ed in maniera pacifica in una colonia felina, precipita e cade nella Città Morta, dove vivono dei Robot-Umani che hanno trasferito la loro coscienza in macchine. Qua incontrerà B-12, un piccolo drone dotato di AI e tormentato dalla ricerca dei sui ricordi che sarà disposto ad aiutare il povero gatto a fuggire verso l’Oltre, così da poter ritrovare la via di casa.

Ad ostacolare questo viaggio è l’esistenza dei Zurk, batteri artificiali (dalle dimensioni di una nutria) creati inizialmente per mangiare la spazzatura ma, in seguito ad un loro adattamento con l’ambiente circostante, diventarono in grado di cibarsi anche di metalli e di carne rendendo impossibile ogni via di fuga ai poveri abitanti della Città Morta.

La storia molto lineare è costituita da 12 capitoli, in cui sarà possibile esplorare micro aree che si estendono dal sottosuolo fino ai grattacieli torreggianti dei piani alti, in una storia con spennellate di Wall-E che spinge verso tematiche come il rispetto ambientale e che mostra un’ umanità infranta e spezzata che, a causa delle proprie scelte, è collassata su sé stessa.

Stray • Gameplay

In Stray sono presenti gli archetipi del genere action con l’aggiunta di un sottofondo malinconico e di alcuni momenti creepy con lievi accenni al genere dei giochi horror.

Il gioco non è un open-world, difatti si avrà la possibilità di esplorare alcune aree piccole ma ben curate, interagire con molti altri personaggi mostrandogli, per esempio, oggetti raccolti (come una foto, una batteria, una bibita…) ed interrogarli per ottenere informazioni a riguardo (es. dove si trova qualcuno che può scambiarli, dove si trova il musicista per leggere gli spartiti ecc…).

Il gameplay può essere di due tipi: quello tipico felino, che permette di compiere azioni caratteristiche del mondo dei gatti, in modo tale da riuscire ad immedesimarsi maggiormente con il piccolo eroe e quello ai fini della storia, tipico dei giochi action adventure, che comprende la risoluzione di una serie di piccoli puzzle, raccolta di collezionabili, esplorazione, momenti di fuga e scontri con gli Zurk o i droni di sorveglianza.

Simulatore felino

Che in Stray si controlli in terza persona un gatto, probabilmente era già chiaro. Possiamo fare le fusa, strusciarci sulle gambe di alcuni robot (e loro lo apprezzeranno!), farci le unghie sui muri, sui tappeti, sui bordi dei divani. Avremo l’occasione di entrare in delle scatole, mettere la testa in sacchetti di carta che destabilizzeranno la camminata del nostro micio invertendo i comandi direzionali. Potremo far cadere i vasi piazzati sopra gli edifici, riposare in appositi spazi e arrampicarci sugli edifici.

Diciamo, dunque, che dal punto di vista “simulatore felino“, il gioco mette a disposizione molte azioni tipiche dei gatti.

Action Adventure

Stray presenta molti momenti di azione, in particolare di fuga ed esplorazione.

Per procedere nella storia bisognerà arrampicarsi sulle varie strutture dei palazzi, interagire con i vari robot e risolvere i puzzle dislocati nella mappa, scansionare tramite B-12 documenti o murales per sbloccare ricordi del nostro partner robottino o semplicemente per avere traduzioni delle scritte o dei discorsi dalla lingua autoctona.

Spesso per facilitare e velocizzare gli spostamenti sono presenti dei secchi che fungono da carrucola e permettono di godere di panorami mozzafiato.

In un secondo momento della storia saranno presenti anche sezioni stealth, uno dei quali strizza l’occhiolino a Metal Gear di Hideo Kojima e alla caratteristica scatola in cui nascondersi. In altre situazioni furtive bisognerà a tutti i costi evitare che i droni ci colpiscano, altrimenti manderebbero il nostro micio al k.o. costringendoci, così, a dover affrontare nuovamente il livello.

Problemi nel gameplay

Stray-Gameplay

In generale i movimenti sono appaganti e riescono a rispecchiare le biomeccaniche feline. C’è un solo caso in cui questo viene meno, ovvero nei vari momenti in cui il nostro randagio si spaventa (per esempio in seguito ad interazioni con oggetti che cadono) e, preso dal sentimento, effettua un salto verticale drizzando il pelo, delineando un’animazione un po’ troppo forzata ed alquanto irrealistica. Il risultato è che in quegli istanti si ha una perdita dell’armonia dei dolci movimenti del povero micio.

Comparto artistico

Il comparto artistico è la vera chicca di Stray. Un gioco in cui dominano led ed ombre, con scenografie cyberpunk dai colori molto spiccati ed accesi, che rendono il tutto futuristico ma allo stesso tempo malinconico. Le location finemente curate ed i panorami mozzafiato si congiungono come in un abbraccio o una dolce carezza per il povero gatto smarrito.

Ogni capitolo è costituito da ambienti ben differenti ed unici tra loro, che mantengono in comune solamente il gioco di luci ed una nota di tristezza. Tuttavia i vari luoghi riescono, ognuno a suo modo, a sfruttare al meglio le proprie caratteristiche.

Stray-Comparto artistico

La Città Morta con cui abbiamo il primo impatto, è caratterizzata da stupendi contrasti di luci e fitte case, connubio di colori e bellezza per gli occhi ma che viene sovrastata da un senso di tristezza, dopo aver girovagato e conosciuto gli abitanti del luogo. In modo simile Midtown, grazie alla pioggia, brilla di una luce propria, facendola in un primo momento sembrare una città tranquilla e sicura, in un secondo momento, con il proseguire dell’esplorazione e degli avvenimenti, ne fa emergere la costante malinconia che ci segue dall’inizio del gioco.

La musica che ci accompagna per l’avventura rispecchia l’ambientazione, con ritmi molto ambient e lofi che, insieme ai docili miagolii del nostro gatto, danno rotondità a tutta l’atmosfera. Nei momenti di azione il ritmo cambia, privilegiando suoni più incalzanti che spronano a scappare il più velocemente possibile.

Comparto tecnico

Stray - Comparto tecnico

In base ai dati raccolti da Digital Foundry, su PS4 e PS4 Pro, Stray viaggia a 1920x1080p nativi a 30fps, mentre la versione PS5 tocca i, 3840x2160p, 4k nativi con 60fps stabili.

Alcuni video su Youtube mettono a confronto il gioco sulle tre console facendo emergere un miglioramento notevole su next-gen ma, a parte risoluzione e frame-rate, le due versioni non hanno particolari differenze tecniche.

La versione PS5 è inoltre molto vicina a quella PC, con quest’ultima che si presenta migliore in assoluto in termini di effetti e resa delle ombre. Edizione PC che ha tuttavia un evidente problema di stuttering che impedisce al gioco di raggiungere la sua forma tecnica migliore. Problematica che, comunque, condiziona altri giochi realizzati in Unreal Engine 4.

Recensione Stray: la nostra opinione

Stray si presenta come qualcosa di inaspettato, una genialata e un viaggio appagante. Il gameplay ben strutturato permette, realmente, di immedesimarsi e compiere numerosi movimenti tipici dei gatti. Ci ha colpito proprio per la sua semplicità, a volte fin troppo lineare e non troppo difficile ma che se fosse durato anche solo un’ora in più, sarebbe potuto divenire noioso e troppo ripetitivo.

Stray - Opinione

Gameplay e trama funzionano, riescono a tenerti incollato per scoprire come finirà l’avventura e per risolvere domande che vengono messe in luce già agli albori della storia: riuscirà il nostro povero gattino a tornare in superficie? Riuscirà il nostro amichetto robot a raccogliere tutti i ricordi e svelare il mistero che avvolge queste strane città?

Assolutamente si! Consigliamo di giocarci, dategli una possibilità e sicuramente scoprirete anche voi che Stray è riuscito ad intraprendere un’impresa senza precedenti!

Carlo Cusimano

Di giorno sono uno studente universitario e allenatore sportivo. Di sera un combattente del crimine di Gotham, con Joypad alla mano.

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