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Epomaker HE60 • Recensione tastiera

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Se sei un gamer competitivo, sei probabilmente alla ricerca di una tastiera da gaming dalle prestazioni di tutto rispetto, proprio come la Epomaker HE60.

Potresti essere finito sulla recensione giusta: oggi analizzeremo questo nuovo prodotto, annunciato al Gamescom 2026, che promette di fare concorrenza a brand come Wooting e Corsair, nel puro stile del brand orientale.

Questa tastiera si configura infatti come un avversario (un po’ più economico) di modelli come la Wooting 60HE V2: un formato compattissimo pensato esclusivamente per i videogiocatori.

Riuscirà questo prodotto a farsi strada in un mondo sempre più concorrenziale per quanto riguarda le periferiche da gaming? Scopriamolo insieme.

Recensione Epomaker HE60 • Contenuto della confezione

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Come per la Epomaker TH80 V2, la confezione della HE60 è ridotta all’osso: una scatola di cartone contiene il prodotto, chiuso da una plastica rigida con il logo del brand, al cui fianco si trovano i vari accessori come la pinza per cambiare gli switch e i keycaps, il cavo da USB-A a USB Type-C, due interruttori di riserva e la striscia di tessuto marchiata Epomaker.

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Gli switch sono, ancora una volta, i già visti Creamy Jade, però in variante magnetica, feature che serve per alcune delle funzionalità della tastiera che vedremo più avanti.

Il dongle USB 2.4 GHz è nascosto, come per altre tastiere, dietro al piedino sinistro del prodotto: il tutto è praticamente pronto per essere connesso ed utilizzato.

Recensione Epomaker HE60 • Specifiche tecniche

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L’Epomaker HE60 è una tastiera meccanica wireless a layout statunitense 60% dal peso di circa 700 grammi, compatibile con Windows, Mac e, in generale, qualsiasi dispositivo che supporti le connessioni Bluetooth.

La cosa che salta immediatamente all’occhio è il polling rate dichiarato di 8000 MHz sia in modalità USB che con il dongle WiFi (scende a 125 Hz se usata in Bluetooth): un tempo di risposta velocissimo, al pari di moltissimi prodotti di fascia enthusiast.

Non solo: gli switch montati, come dicevamo prima, sono dei Creamy Jade magnetici, ancora più tattili e un po’ meno rumorosi della variante ordinaria.

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Come mi era già capitato di spiegare, in occasione di recensioni su altre tastiere con questa feature, questi switch non utilizzano i classici pin che mandano il segnale al PCB, ma i sensori posti sul circuito permettono di calcolare l’attivazione del tasto in base alla distanza dal magnete contenuto negli interruttori.

Il case in ABS e i keycaps in PTB assicurano al prodotto una grande resistenza all’utilizzo, senza contare i cinque livelli antirumore su cui è costruita struttura, fatti per permettere un utilizzo prolungato.

La tastiera è inoltre completamente hot-swappable, anche se ovviamente compatibile solo ed esclusivamente con switch magnetici.

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Per risparmiare spazio, il pulsante di accensione è nascosto sotto al tasto per attivare le maiuscole: una soluzione un po’ scomoda se si vuole accendere e spegnere la tastiera, anche se ho notato che la generosa batteria da 8000 mHa garantisce una lunghissima durata anche usando la modalità stand-by, configurabile attraverso il software online che vedremo più avanti.

E allora, come passo dalla modalità Windows a quella Mac? Semplice: basta utilizzare il tasto FN posto in basso a destra e premere contemporaneamente A: gran parte delle feature del prodotto sono infatti personalizzabili manualmente, anche se per le modalità gaming più interessante è obbligatorio usare il software online.

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La tastiera ha inoltre due livelli di altezza regolabili grazie ai piedini posteriori, molto comodi specialmente se si utilizza un poggiapolsi.

Il prodotto presenta, come già avevo anticipato, una batteria di tecnologie fondamentali per il gaming competitivo: oltre alla già vista SnapKey, che permette di impostare, quando si premono due tasti insieme, che si attivi solo l’ultimo premuto, ci sono anche da segnalare:

  • Toggle Switch, che consente di impostare un tasto di modo che si ripeta continuamente una volta premuto singolarmente;
  • Magnetic Toggle, che consente di triggherare azioni differenti quando si tiene premuto un tasto;
  • Dynamic Key Stroke, che consente di far partire diverse azioni in base a combinazioni di tasti premuti simultaneamente (fino a 4 azioni per 4 tasti);
  • Combo Burst, che permette di azionare fino a tre comandi preconfigurati premento un solo tasto.

Come tutte le tastiere con switch magnetici, inoltre, è possibile impostare manualmente la soglia di attuazione degli switch attraverso il software.

Recensione Epomaker HE60 • Software

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Trattandosi di un prodotto di prossima uscita, la Epomaker HE60 è per ora configurabile solo attraverso il cavo USB Type-C.

Il software online, comunque, è molto simile a quello già visto sulla TH80 V2, leggermente più rifinito in quanto evidentemente pensato per videogiocatori che vogliono anche un’interfaccia grafica più bella da vedere.

La prima scheda è quella dedicata al key mapping, che consente di rimappare completamente la tastiera e tutti i suoi pulsanti, inclusi tasti multimediali fra cui l’attivazione di Siri, la gestione dell’audio e del microfono o addirittura assegnando alla tastiera gli input del mouse.

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Nella seconda schermata è possibile regolare la distanza di attivazione di ogni tasto della Epomaker HE60, assolutamente fondamentale per i giocatori di FPS che vogliono un tempo di risposta minimo agli input o per chi gioca ai MMORPG e ha bisogno che un comando sia meno reattivo rispetto ad un altro.

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La schermata ovviamente più interessante è quella che riguarda le tecnologie accennate nel paragrafo precedente: in un attimo, con una modalità guidata ideale anche per chi non è solitamente avvezzo, è possibile sfruttare ognuna delle feature della tastiera.

Per fare un veloce test e controllare se le tecnologie funzionano, ho provato a usarli semplicemente con un blocco note aperto e facendo andare i comandi con diverse combinazioni di lettere.

Sono riuscito in breve a ottenere i risultati che volevo senza troppo sforzo: inutile dire che, specialmente nei MMORPG o negli FPS, tecnologie che permettono di azionare diversi comandi contemporaneamente o conseguentemente l’uno all’altro semplificano parecchio il gaming competitivo.

Infine, sono presenti le schermate per la personalizzazione delle Macro e degli RGB della tastiera. Le macro sono piuttosto semplici da impostare come su altri software, mentre gli effetti dei led sono un po’ meno personalizzabili rispetto a quanto visto su altri prodotti dello stesso brand.

Non dubito che, aggiornando il software e il firmware della tastiera, si possano poi impostare giochi di luce più elaborati in futuro: per adesso bisogna accontentarsi di diverse animazioni ad arcobaleno oppure monocrome.

Risulta un po’ scomodo, se si vuole usare la tastiera anche per il lavoro di tutti i giorni, il fatto che le macro non abbiano un tasto di attivazione: una volta impostate, funzioneranno sempre sullo stesso tasto senza bisogno di premere una key d’attivazione. Ovviamente si tratta di una feature che facilita ulteriormente chi usa il PC principalmente per gaming competitivo.

Recensione Epomaker HE60 • Test e prestazioni

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Purtroppo, per questa tastiera, non è stato possibile effettuare i test fatti sulla TH80 V2 per un semplice motivo: l’intervallo di input relativamente a un polling rate di 8000 Hz è troppo alto per essere misurato da un software come Keyboard Inspector senza raccogliere tutta una serie di rumore secondario dovuto all’HID di Windows e alla temporizzazione del sistema operativo.

Nonostante questo limite tecnologico, ho voluto comunque effettuare un test di trecento pressioni a cadenza regolare per verificare se la tastiera soffre di evidente chatter (quando un tasto risulta premuto due volte anziché una sola).

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Con pressioni regolari raccolte attorno ai 76 millisecondi, ho potuto constatare che il prodotto ha dimostrato una precisione encomiabile senza sbavature, sia con il dongle USB da 2.4 GHz che con il cavo USB Type C.

Stessa storia per il test NKRO (N-Key Rollover), effettuato tramite Aqua Key Test, che consente di visualizzare su schermo quanti tasti possono essere premuti contemporaneamente. Avendo cura di non premere i tasti FN, che triggherano i comandi come il cambio delle luci a led, sono arrivato quasi a coprire l’intera tastiera, o almeno tutte le lettere della stessa.

Infine, se parliamo di uso di tutti i giorni: la batteria dura veramente tantissimo, molto di più rispetto a quella della TH80 V2. Ho usato la tastiera per almeno tre giorni senza doverla mai ricaricare: un risultato eccellente, sapendo che parliamo di un prodotto di dimensioni così ridotte!

Recensione Epomaker HE60 • Verdetto

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Al momento in cui sto scrivendo questa recensione, è possibile prenotare uno slot d’acquisto per la Epomaker HE60 sul sito ufficiale del brand.

Se il prezzo di questo prodotto si manterrà come quello della versione realizzata in collaborazione con Aula, con stesse tecnologie e switch diversi, sarà difficile fare di meglio: parliamo infatti di una tastiera per gaming ultra competitivo ricca di features che si aggirerebbe nella fascia 50/60 euro.

Wooting e soci devono tremare? Si e no: ovviamente qui parliamo di un prodotto economico che non ha di che spartire con la qualità costruttiva di altri brand più blasonati, ma a livello di tecnologie è praticamente al pari di tastiere molto più costose.

Insomma, è l’ennesima dimostrazione di come Epomaker riesca a fare prodotti tecnicamente ineccepibili alla portata delle tasche di tutti!

Se sei un videogiocatore competitivo e sei indeciso fra questa o un’altra tastiera da gaming, ti aspettiamo come sempre sul nostro gruppo Telegram, dove potremo darti consigli personalizzati sulla tua prossima scelta.

Dario Onofrio

Organizzatore di progetti culturali e sociali e specializzato in management culturale, da una vita è appassionato di musica metal, videogiochi e hardware, ai quali dedica il suo tempo libero con energia e motivazione.

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